I vincitori della III° edizione di NAZRA

Si è conclusa giovedì 17 ottobre la tre giorni veneziana della prima tappa della terza edizione di NAZRA Palestine short film festival con la premiazione dei vincitori.

Premio “Best Fiction”:
STRANGE CITIES ARE FAMILIAR
di SAEED TAJI FAROUKY
Per l’incisività dei dialoghi che restituiscono la malinconia dell’esilio e che, sequenza dopo sequenza, ci svelano; intimità del suo protagonista; per l’audacia con cui è costruita la tensione narrativa; per la regia intensa di primissimi piani e inquadrature che ingabbiano le scene in un territorio distante e freddo e non ultimo per la strepitosa prova di Mohammed Bakri.

Premio “Best documentary”:
THE BUS DRIVER (WOMAN)
di IYAD ALASTTAL
Per la grazia e l’ironia con cui coniuga il particolare con l’universale in una storia potente che eludendo semplificazioni e stereotipi riafferma la soggettività e l’autodeterminazione femminile come fattore cruciale per costruire un futuro migliore.

Premio “Nazrat al-Shebab”:
“WINDOW
di ALI OKEH
Per aver mostrato la caparbietà e l’ingegnosa voglia di evadere di un ragazzino dei campi profughi, che si affaccia sui suoi sogni con disincanto e determinazione.

Premio “VITTORIO ARRIGONI PRIZE”
messo a disposizione dalla FONDAZIONE VITTORIO ARRIGONI VIK UTOPIA ONLUS:
TOUR DE GAZA
di FLAVIA CAPPELLINI.
Per l’uso di immagini, suoni e sensazioni immersive che con raffinatezza stilistica rendono giustizia alla storia di Alaa al-Dali; non c’è commento né finzione: tutto è cinema.

MENZIONE SPECIALE “Vik Utopia”:
“VIK – RESTIAMO UMANI”
di GIULIA CACCHIONI
Per aver omaggiato un estremo atto di coraggio che ci ricorda come il “Restiamo Umani” sia appello sempre più necessario e universale, un grido che può fare la differenza.

MENZIONE D’ONORE “Gender look”
BLOODY BASIL
di ELIA GHORBIAH
Per il coraggio e la lucidità con cui viene analizzata e criticata l’occupazione militare israeliana e la nuova schiavitù del lavoro femminile nelle colonie, e una fotografia narrativamente accurata.