NAZRA – un’intervista con

Proponiamo qui di seguito l’intervista a cura della redazione di acpnet.org a Monica Macchi del team NAZRA PSFF.

Monica Macchi, come nasce la rassegna cinematografica Nazra?

Nazra Palestine Short Film Festival nasce nel 2017 da un progetto di tre associazioni: Restiamo Umani con Vik di Venezia, Ecole Cinema di Napoli e il centro culturale Vittorio Arrigoni di Gaza con l’idea di lanciare un Festival itinerante di cortometraggi per offrire una visione ampia e diversificata sulle realtà socio-politiche e culturali palestinesi che vada oltre la mera cronaca politica. Il Festival, giunto quest’anno alla terza edizione, ha avuto diversi eventi in varie città italiane (che si relazionano col territorio in modi autonomi: ad esempio a Napoli sono state fatte proiezioni nelle sezione femminile del carcere di Pozzuoli e a Milano è stata avviata una collaborazione con i membri del progetto di ricerca “La città e gli spazi lontani” del Dipartimento di Studi Umanistici, coordinato da Martina Treu) ed europee, oltre che a Ramallah e a Gaza.

Quale messaggio Nazra intende portare in un contesto storico particolarmente caotico? 

Abbiamo deciso di partire dallo sguardo, appunto in arabo NAZRA e da come i palestinesi decidono di guardare loro stessi e offrirsi allo sguardo dell’Altro, troppo spesso solo oggetto di osservazione: l’idea è farsi guidare dall’immaginario filmico, dalle parole e dal loro ritmo, (per questo abbiamo lasciato tutti i film in lingua originale con sottotitoli in italiano) per tracciare un’inedita mappatura storica e geografica della Palestina utilizzando il cinema come agente di conoscenza e condivisione. L’intento è anche quello di far conoscere le eccellenze di una produzione artisticamente valida, ma carente nella distribuzione e perciò poco conosciuta dal grande pubblico. Le tematiche dei cortometraggi includono il rispetto e la promozione dei diritti umani, le libertà dei popoli e l’emancipazione delle donne, e sostengono l’esercizio della libertà di espressione in una cultura multietnica e pluriconfessionale.

Esiste un file rouge che contraddistingue la cinematografia palestinese?

Più che un fil rouge ci sono tre diverse fasi: nella prima i palestinesi devono addirittura dimostrare di esistere per contrastare la narrativa sionista di “una terra senza popolo per un popolo senza terra” come dimostrano il film di Mustafa Abu Ali del 1974 “ليس لهم وجود”   (“Laissa lahum wujuud” cioè “Loro non ci sono”, esplicita risposta all’affermazione di Golda Meir che in una intervista al Sunday Times del 15 giugno del 1969 ha dichiarato: “Non esiste qualcosa come un popolo palestinese…non è che siamo arrivati per cacciarli via e impossessarci del loro Paese… semplicemente loro non esistevano”) o “Great Robbery” un lavoro di ricerca sugli archivi che racconta  il saccheggio e la distruzione di circa 70.000 libri palestinesi durante la guerra del 1948; nella seconda l’ arte di narrare diventa uno strumento di resistenza perché deve provocare la collera per sviluppare una presa di coscienza critica, mentre nella fase contemporanea la generazione post-Oslo ha sublimato l’esperienza della frammentazione della Palestina nel racconto breve e appunto nel corto in un caleidoscopio di immagini da ricomporre dove irrompe la bellezza come nuova forma di resistenza nel quotidiano e del quotidiano.

Quanto conta questa forma espressiva tra le giovani generazioni palestinesi?

Il corto permette ai giovani di spaziare tra diversi linguaggi (animazione, videoclip, video musicali, parodie…) che spesso vengono caricati immediatamente su You Tube in una libera fruizione: ad esempio Iyad Alasttal ogni venerdì posta un video sul canale Gaza stories: in questa edizione ha vinto quest’anno il premio come Miglior Documentario per The bus driver (women) raccontando la storia di Salwa, che guida un pulmino per portare i bimbi all’asilo in storia potente che tratteggia temi esistenziali complessi sull’autodeterminazione femminile come grimaldello per costruire un futuro migliore.

In che condizioni lavorano gli autori/autrici palestinesi? Possono contare su aiuti?

Recentemente si sta sviluppando il crowdfunding; ad esempio Bonboné  di Rakan Mayasi è stato finanziato in questo modo (ma anche grazie agli attori due strepitosi Saleh Bakri e Rana Alamuddin che hanno accettato di recitare senza compenso) e ora sta facendo incetta di premi nei festival di tutto il mondo da Mosca a Kustendorff,(nel villaggio di Drvengrad, costruito da Emir Kusturica come omaggio al cinema) ad Almeria. In altri casi come per Strange cities are familiar di Saeed Taji Farouky, vincitore di questa edizione, ci sono sovvenzioni dell’ AFAC (Arab Fund for Arts and Culture).

Che posto hanno le donne nella cinematografia araba e palestinese come autrici/registe?

Relativamente all’esperienza di Nazra, è un posto molto ampio ed articolato: sia tra le registe come Samira Badran (regista di Memory of the land, corto vincitore della seconda edizione per la categoria animazione),  Natalie Al-Jubeh, (vincitrice della sezione documentario per “The foreigner) o Darina J.Sallam regista di The Parrot dove la protagonista è Hend Sabry, attrice tunisina che nel 2013 è stata inserita tra le 100 donne arabe più influenti grazie anche al suo impegno umanitario. Ma c’è molta attenzione anche nelle tematiche: noi abbiamo un premio “Gender Look” che quest’anno è stato assegnato a Bloody Basil di Elia Ghorbiah.

Da dove nasce questa sua passione per il Medioriente?

Nasce dalla poesia: avevo appena letto una poesia di Darwish in italiano e mi è venuta l’esigenza e l’urgenza di sentirla, leggerla e gustarmela in lingua originale in omaggio alla celebrazione del  Mediterraneo di Bennis “non un luogo recintato da principi geografici o da un’idea che rinnega l’Altro, piuttosto un’idea aperta, dimora poetica in una realtà globalizzata che oggi dimentica le lingue e la poesia”.

Link all’articolo originale a cura di acpnet.org

 

 

NAZRA a Roma

Approda a Roma Nazra nella cornice dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) nella Sala Zavattini  giovedì 24 ottobre a partire dalle ore 17:30.
Fra i corti che verranno proiettati,  il film documentario“Bloody Basil”di Elia Ghorbiah alla presenza della regista e a seguire dibattito con Jean René Bilongo, sindacalista della Flai-Cgil che da anni si impegna contro il caporalato e lo sfruttamento  nell’agricoltura; l’incontro sarà moderato da Monica Maurer documentarista e curatrice del Cineforum Palestina .
L’ingresso è libero a tutti fino ad esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione su eventi@aamod.it

Sabato 26 ottobre dalle 17.30 Nazra sarà alla Casa Internazionale delle Donne di Roma.
Saranno presenti:
Francesca Koch, Presidente della Casa internazionale delle Donne,
Meri Calvelli, Presidente Nazra
Cecilia Dalla Negra, giornalista esperta di Palestina e Medio Oriente
Simone Sibilio, ricercatore, Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari
Ospiti:
Iyad Alasttal, regista
Giulia Cacchioni, regista
Flavia Cappellini, regista
Rakan Mayasi, regista

 

 

 

 

Inizia NAZRA a Napoli

Dopo l’anteprima del 20 ottobre, prende il via la tappa di Nazra PSFF III° edizione a  Napoli, dal 23 al 25 ottobre, grazie all’associazione Ècole Cinema e al supporto di PAN – Palazzo delle Arti di Napoli che accoglierà le proiezioni insieme alla Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli e al Ristorante Arabo “Amir”.

Oltre alla presentazione dei film vincitori di Venezia, nelle tre giornate del festival a Napoli saranno attribuiti i Premi “Giura Giovani”, assegnato dagli studenti delle scuole del Liceo Classico Umberto I, Istituto Tilgher di Ercolano, Ic Novaro Cavour, e “Oltre le Mura”, assegnato dalle detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli.

La visione dei corti sarà seguita da momenti di dibattito, riflessione e confronto e ci sarà, inoltre, la possibilità per il pubblico di confrontarsi direttamente con registi e registe di alcuni dei film proiettati.

L’ingresso è gratuito.

Scarica il programma completo.

Locandina Napoli

Locandina Napoli 23 ottobre

Locandina 24 ottobre

Terza tappa: Siena

Lunedì 21 ottobre, torna a Siena Nazra Palestine Short Film Festival,  grazie alla cooperazione tra l’associazione studentesca Link Siena, l’associazione Siena per Gaza, l’Università per Stranieri di Siena e grazie al contributo dell’Università di Siena.

La programmazione:

Lunedì 21 ottobre, alle ore 18.00  presso l’aula magna dell’Università per Stranieri di Siena (Piazza Carlo Rosselli 27/28), avrà luogo l’inaugurazione della tappa senese del festival, con un primo ciclo di proiezioni e la partecipazione del regista Iyad Alasttal, nell’ambito della sezione Documentary.

Martedì  22, dalle ore 18.00 presso l’auditorium del Santa Chiara Lab (via Valdimontone,1), il secondo gruppo di corti, con la partecipazione straordinaria di Elia Ghorbiah, regista Documentary.

Mercoledì 23, alle ore 18.00 presso l’aula magna del complesso Pian De’ Mantellini (Pian dei Mantellini, 44) la tappa conclusiva del festival, con l’ultima serie di film con la documentarista Flavia Cappellini, regista di “Tour de Gaza”.

Dopo ciascun ciclo di proiezioni sarà lasciato un ampio spazio di dibattito, volto a incoraggiare il coinvolgimento della popolazione studentesca e cittadina invitata, con la possibilità per il pubblico di confrontarsi direttamente con registi e registe di alcuni dei film proiettati, per condividere i numerosi sguardi sulla e dalla Palestina che verranno scoperti e restituiti attraverso il festival. Al di fuori dei tre giorni di apertura le proiezioni si svolgeranno poi nelle sedi più diverse, dal carcere di Santo Spirito ad alcune scuole superiori.

siena

NAZRA a Napoli

Dopo l’anteprima che si terrà domenica 20 ottobre alle ore 18.00 con le proiezioni dei corti vincitori della scorsa edizione, mercoledì 23 ottobre alle ore 10.00 presso il Palazzo delle Arti prende il via la quarta tappa della III° edizione di Nazra.

Per tutti i dettagli scarica il programma completo:
Programma Napoli 23 – 25 ottobre 2019

Locandina Anteprima Napoli

Locandina Nazra Napoli

 

Napoli

 

 

 

 

Seconda tappa di NAZRA: Trento

Dopo le tre giornate iniziali di Venezia, Nazra – Palestine short film Festival è approdato a Trento con tre appuntamenti:

– venerdì 18 ottobre, “Con la forza delle donne”, questione femminile in un paese stretto tra il conflitto e il conservatorismo della società;

– sabato 19 ottobre, “Muri-barriere fisiche e mentali”, ospite della serata Flavia Cappellini regista del corto  “Tour de Gaza” a cui è stato assegnato il premio “Vittorio Arrigoni Prize” della III° edizione di Nazra messo a disposizione dalla “Fondazione Vittorio Arrigoni Vik Utopia Onlus”;

– domenica 20 ottobre, “Le prigioni dell’anima”.

Per avere maggiori info e seguire la seconda tappa di Nazra PSFF a Trento, visita la pagina Facebook Nazra Trento.

trento

 

 

I vincitori della III° edizione di NAZRA

Si è conclusa giovedì 17 ottobre la tre giorni veneziana della prima tappa della terza edizione di NAZRA Palestine short film festival con la premiazione dei vincitori.

Premio “Best Fiction”:
STRANGE CITIES ARE FAMILIAR
di SAEED TAJI FAROUKY
Per l’incisività dei dialoghi che restituiscono la malinconia dell’esilio e che, sequenza dopo sequenza, ci svelano; intimità del suo protagonista; per l’audacia con cui è costruita la tensione narrativa; per la regia intensa di primissimi piani e inquadrature che ingabbiano le scene in un territorio distante e freddo e non ultimo per la strepitosa prova di Mohammed Bakri.

Premio “Best documentary”:
THE BUS DRIVER (WOMAN)
di IYAD ALASTTAL
Per la grazia e l’ironia con cui coniuga il particolare con l’universale in una storia potente che eludendo semplificazioni e stereotipi riafferma la soggettività e l’autodeterminazione femminile come fattore cruciale per costruire un futuro migliore.

Premio “Nazrat al-Shebab”:
“WINDOW
di ALI OKEH
Per aver mostrato la caparbietà e l’ingegnosa voglia di evadere di un ragazzino dei campi profughi, che si affaccia sui suoi sogni con disincanto e determinazione.

Premio “VITTORIO ARRIGONI PRIZE”
messo a disposizione dalla FONDAZIONE VITTORIO ARRIGONI VIK UTOPIA ONLUS:
TOUR DE GAZA
di FLAVIA CAPPELLINI.
Per l’uso di immagini, suoni e sensazioni immersive che con raffinatezza stilistica rendono giustizia alla storia di Alaa al-Dali; non c’è commento né finzione: tutto è cinema.

MENZIONE SPECIALE “Vik Utopia”:
“VIK – RESTIAMO UMANI”
di GIULIA CACCHIONI
Per aver omaggiato un estremo atto di coraggio che ci ricorda come il “Restiamo Umani” sia appello sempre più necessario e universale, un grido che può fare la differenza.

MENZIONE D’ONORE “Gender look”
BLOODY BASIL
di ELIA GHORBIAH
Per il coraggio e la lucidità con cui viene analizzata e criticata l’occupazione militare israeliana e la nuova schiavitù del lavoro femminile nelle colonie, e una fotografia narrativamente accurata.

“Sguardi” sulla Palestina: torna il Nazra Palestine Short Film Festival

Comunicato Stampa

Al via la III edizione del primo Festival italiano di cortometraggi dalla e sulla Palestina: dal 15 ottobre in 7 città grazie alla collaborazione di numerose realtà. Ospite d’onore dell’evento l’attore Mohammad Bakri.

Venezia, 8 ottobre 2019 68 film in concorso, 15 opere finaliste, 3 vincitori, 7 tappe solo in Italia: sono i numeri dell’edizione 2019 del NAZRA Palestine Short Film Festival , la prima rassegna italiana di cortometraggi dalla e sulla Palestina, giunta alla sua III edizione dopo il grande successo degli anni precedenti.

Promosso dalle organizzazioni Restiamo Umani con Vik (Venezia), École Cinéma (Napoli) e Centro Italiano di Scambi Culturali-VIK (Striscia di Gaza – Palestina), già presentato alla 76ma Mostra del Cinema di Venezia e 72mo Festival del Cinema di Cannes, NAZRA (in arabo “sguardo”) ha l’obiettivo di promuovere le eccellenze artistiche e cinematografiche di giovani autori e autrici, palestinesi ed internazionali, che usano il linguaggio del cortometraggio per trattare temi quali la libertà, la giustizia e i diritti umani nel delicato contesto israelo-palestinese.

La III edizione di NAZRA prenderà il via il prossimo 15 ottobre a Venezia, per poi proseguire a Trento, Padova, Torino, Siena, Napoli e Roma. Al termine del suo viaggio in Italia il Festival sarà ospitato anche in Spagna, e tornerà infine in Palestina, ed in particolare nella Striscia di Gaza.

Moltissimi gli ospiti d’onore di questa edizione, che prenderanno parte alle serate veneziane: tra gli altri, il regista e attore Mohammed Bakri e Nabil Salameh, scrittore e artista, voce del gruppo Radiodervish. Numerosi anche gli appuntamenti in programma per “Nazra Off”, che parallelamente al Festival porterà a Venezia la musica e la cultura palestinesi, tra lezioni universitarie e presentazioni di libri.

Tanti i punti di vista che si incrociano nei cortometraggi finalisti, organizzati in 3 diverse categorie: Fiction, Documentari e Nazrat al Shebab. I tre registi e registe vincitori, che saranno presenti a Venezia e verranno premiati in quella sede, sono stati selezionati da una Giuria internazionale di attori, registi ed esperti composta da Alessandro Tiberi, Daniele Gaglianone, Paola Caridi, Sahera Dirbas , Amer Shomali, Wasim Dahmash, Fatena Al-Ghorra, Monica Maurer, Nabil Salameh e Rakan Mayasi.

Oltre ai 3 vincitori, a Venezia saranno attribuite 2 menzioni speciali (Gender Look e Vik Utopia), oltre al premio “Vittorio Arrigoni”, reso possibile grazie alla collaborazione tra NAZRA e la Fondazione Vittorio Arrigoni di Egidia Beretta, che sarà presente alle serate.

Moltissime le realtà italiane ed internazionali coinvolte nel tour del Festival, sostenuto in particolare da Al Qattan Foundation, Università di Siena, Università Ca’ Foscari, e dalla Fondazione Vittorio Arrigoni Vik Utopia Onlus.