#iorestoacasa con NAZRA

Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione #iorestoacasa per contrastare il Coronavirus, molte sono le iniziative per reagire all’emergenza servendosi delle opportunità offerte dal web. Grazie all’iniziativa del Cine Teatro Orione di Bologna, che ha deciso di far ripartire la propria programmazione portandola sul web al grido di DIS|CHIUSO, giovedì 26 marzo alle ore 21.30 NAZRA Palestine short film Festival arriva direttamente nelle vostre case.
Per assistere alla proiezione è sufficiente iscriversi alla newsletter (orionecineteatro.it/newsletter) e si riceveranno le credenziali per assistere alle proiezioni.
La serata sarà introdotta dal direttore artistico di NAZRA Simone Sibilio e verranno proiettati i film vincitori della 3° edizione.

Link alla pagina di Cine Teatro Orione per la serata NAZRA.

 

DISCHIUSO banner

 

 

 

 

 

 

 

 

BARI e MOLA DI BARI: due nuove tappe per NAZRA

L’inizio di marzo si apre all’insegna di due nuovi appuntameni per NAZRA Palestine short film festival.

Il primo appuntamento, Corti in libreria: Nazra da Prinz Zaum , si terrà a Bari lunedì 2 marzo, dalle ore 19.00 presso la libreria Prinz Zaum.

Il secondo appuntamento, in occasione della Giornata Internazionale della donna, sarà una serata dal titolo “Sguardi di donne palestinesi tra sogno e realtà”, a Mola di Bari domenica 8 marzo a partire dalle ore 18.00 presso l’Associazione Vita in Cerchio.

Per tutti i dettagli delle serate:
Pagina evento FB Corti in libreria: Nazra da Prinz Zaum, lunedì 2 marzo
Locandina “Sguardi di donne palestinesi tra sogno e realtà”, domenica 8 marzo

 

 

“Appunti dal NAZRA”

Proponiamo qui di seguito il lavoro di Alessio Lo Manto pubblicato su STORMI, rivista online di graphic journalism antifascista, antisessista, antirazzista ed ecologista  che seguendo una filosofia di impegno civile “punta a raccontare la realtà che ci circonda tramite il medium del fumetto, dando spazio a fumettisti emergenti e non, interessati a narrare col proprio volo storie e/o temi d’attualità.”

Alessio Lo Manto, già autore per STORMI di Resistere per Esistere, nel 2019 ha seguito la terza edizione di NAZRA Palestine Short Film Festival nella sua tappa di Bari che “si è trasformata per tre giorni in una piccola enclave palestinese, dove i racconti di persone che vivono da sempre in una nazione occupata e tormentata dalla guerra hanno potuto raggiungere un pubblico lontano, ma non per questo insensibile ai loro problemi.

Link a “Appunti dal NAZRA”

PDF scaricabile di “Appunti dal NAZRA”

 

 

 

 

 

NAZRA torna a Milano

AVVISO
in relazione all’evolversi della diffusione del Coronavirus:
causa chiusura ad eventi in luoghi pubblici a titolo cautelativo,
la serata di NAZRA a Milano viene spostata a data da destinarsi.

Lunedì  24 febbraio
presso il Cineforum del Circolo
in viale Monza 140 a Milano

proiezione di alcuni cortometraggi di
NAZRA Palestine short film Festival

Parteciperanno alla serata:
MONICA MACCHI di Formacinema e NAZRA PSFF
FARID ADLY giornalista

Ingresso libero – inizio ore 21:00

Circolo MI

 

 

 

 

“Sguardo” oltre il muro

Nella cornice de il Cinema della verità , rassegna giunta alla IV° edizione dedicata al docufilm d’autore e che ha avuto inizio il 27 gennaio, presso il Ridotto del Teatro Masini di Faenza saranno presentati mercoledì 12 febbraio dalle ore 21.00, nella serata intitolata “Sguardo” oltre il muro, cortometraggi (film e docufilm) proiettati nelle prime tre edizioni di Nazra Palestine Short Film Festival .

Per dettagli:
pieghevole Cinema della Verità

 

CINEMA DELLA VERITA' 2020 manifesto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…e intanto la Palestina continua a soffrire

Proponiamo qui di seguito l’articolo a cura della redazione di argocatania.org.

La sempre più complessa situazione mediorientale, nella quale si intrecciano vecchie responsabilità colonialiste europee, arroganza statunitense, ruoli e comportamenti ambigui dei governanti locali, ha finito col far cadere il silenzio sulle condizioni sempre più insopportabili di un popolo le cui vicissitudini stanno molto a cuore a tutti coloro che ancora assumono come orizzonte la convivenza pacifica tra gli Stati.

Parliamo naturalmente del popolo palestinese, sempre più vessato dall’illegale occupazione israeliana.

Da quella terra arrivano sempre meno notizie, come se ci fossimo abituati a considerare irrisolvibile – quasi un destino già scritto – le ingiustizie, le sofferenze, lo stravolgimento della vita quotidiana dei palestinesi.

Questa carenza di informazioni, contrastata solo da pochi organi di informazione, rende ancora più interessante lo svolgimento e la diffusione del Nazra Palestine Short Film Festival, rassegna di corti palestinesi (di produzione e/o di ambientazione) giunta alla 3^ edizione.

Il Festival è itinerante: dopo la presentazione alle grandi vetrine internazionali di Venezia e di Cannes, i film viaggiano per l’Europa, con varie tappe nelle città italiane.

Già dalla prima edizione siamo riusciti a portarli anche a Catania, grazie all’iniziativa di AssoPace Palestina, Libera, Pax Christi, UDI e alla disponibilità del Cinestudio che ha fornito la possibilità di proiettare i film nella sala grande del King , il luogo per eccellenza dei cinefili catanesi che non si arrendono all’intruppamento dell’immaginario filmico.

Così, il 13 gennaio scorso è stata presentata una selezione di 10 film cortometraggi con una buona partecipazione di spettatori (sono stati staccati oltre cento biglietti), molti dei quali hanno poi aderito allo ‘aperitivo palestinese’ proposto negli stessi locali del cinema.

Non suoni consolatoria la constatazione che siamo ancora in molti a “crederci”: alcuni amici hanno inteso lasciare un contributo (finalizzato alla sopravvivenza della rassegna itinerante) pur non fermandosi ad assaggiare, altri sono stati più generosi di quanto ci aspettassimo. Si respirava l’aria della speranza o, comunque, della fraternità consapevole.

Di cosa ci hanno parlato i film? Si possono trovare denominatori comuni che ci aiutino a comprendere cosa sta accadendo nei territori occupati?

Una prima considerazione in questo senso può riguardare le forme sempre più originali di resistenza attuate per fronteggiare un’occupazione sempre più ottusa e soffocante.

Indicativo, in questo senso, Roof Knocking , sulla pratica israeliana di chiamare al telefono le persone prima di bombardare l’edificio in cui esse si trovano.

Ma abbiamo anche la scelta di dignità del venditore di caffè che rinuncia ad un lavoro che va contro i principi di solidarietà di Coffee Pot o il bellissimo documentario Made in Palestine sulla piccola fabbrica di kufiyya , simbolo nazionale della resistenza.

O l’epica sportiva del ciclista Alaa Al Dali, già qualificato per le Olimpiadi alle quali non può partecipare perché amputato di una gamba in seguito allo sparo di un cecchino israeliano, e che nonostante questo continua ad allenarsi per disputare le paralimpiadi ( Tour de Gaza).

L’altra considerazione – forse casuale, ma non crediamo – è che non si ride affatto, che i narratori della società palestinese non riescono più ad esprimersi in modo ironico o divertito.

Esemplare, in questo senso, il corto The Crossing , dove il giovane protagonista “fa lo scemo” scherzando, inconsapevole della drammaticità del momento.

Eppure, la conclusione della rassegna, affidata ad un “cortissimo multimediale” su Vittorio Arrigoni, ci incoraggia ancora con lo slogan che gli era caro: Restiamo umani!

catanesinpalestina

 

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NAZRA – un’intervista con

Proponiamo qui di seguito l’intervista a cura della redazione di acpnet.org a Monica Macchi del team NAZRA PSFF.

Monica Macchi, come nasce la rassegna cinematografica Nazra?

Nazra Palestine Short Film Festival nasce nel 2017 da un progetto di tre associazioni: Restiamo Umani con Vik di Venezia, Ecole Cinema di Napoli e il centro culturale Vittorio Arrigoni di Gaza con l’idea di lanciare un Festival itinerante di cortometraggi per offrire una visione ampia e diversificata sulle realtà socio-politiche e culturali palestinesi che vada oltre la mera cronaca politica. Il Festival, giunto quest’anno alla terza edizione, ha avuto diversi eventi in varie città italiane (che si relazionano col territorio in modi autonomi: ad esempio a Napoli sono state fatte proiezioni nelle sezione femminile del carcere di Pozzuoli e a Milano è stata avviata una collaborazione con i membri del progetto di ricerca “La città e gli spazi lontani” del Dipartimento di Studi Umanistici, coordinato da Martina Treu) ed europee, oltre che a Ramallah e a Gaza.

Quale messaggio Nazra intende portare in un contesto storico particolarmente caotico? 

Abbiamo deciso di partire dallo sguardo, appunto in arabo NAZRA e da come i palestinesi decidono di guardare loro stessi e offrirsi allo sguardo dell’Altro, troppo spesso solo oggetto di osservazione: l’idea è farsi guidare dall’immaginario filmico, dalle parole e dal loro ritmo, (per questo abbiamo lasciato tutti i film in lingua originale con sottotitoli in italiano) per tracciare un’inedita mappatura storica e geografica della Palestina utilizzando il cinema come agente di conoscenza e condivisione. L’intento è anche quello di far conoscere le eccellenze di una produzione artisticamente valida, ma carente nella distribuzione e perciò poco conosciuta dal grande pubblico. Le tematiche dei cortometraggi includono il rispetto e la promozione dei diritti umani, le libertà dei popoli e l’emancipazione delle donne, e sostengono l’esercizio della libertà di espressione in una cultura multietnica e pluriconfessionale.

Esiste un file rouge che contraddistingue la cinematografia palestinese?

Più che un fil rouge ci sono tre diverse fasi: nella prima i palestinesi devono addirittura dimostrare di esistere per contrastare la narrativa sionista di “una terra senza popolo per un popolo senza terra” come dimostrano il film di Mustafa Abu Ali del 1974 “ليس لهم وجود”   (“Laissa lahum wujuud” cioè “Loro non ci sono”, esplicita risposta all’affermazione di Golda Meir che in una intervista al Sunday Times del 15 giugno del 1969 ha dichiarato: “Non esiste qualcosa come un popolo palestinese…non è che siamo arrivati per cacciarli via e impossessarci del loro Paese… semplicemente loro non esistevano”) o “Great Robbery” un lavoro di ricerca sugli archivi che racconta  il saccheggio e la distruzione di circa 70.000 libri palestinesi durante la guerra del 1948; nella seconda l’ arte di narrare diventa uno strumento di resistenza perché deve provocare la collera per sviluppare una presa di coscienza critica, mentre nella fase contemporanea la generazione post-Oslo ha sublimato l’esperienza della frammentazione della Palestina nel racconto breve e appunto nel corto in un caleidoscopio di immagini da ricomporre dove irrompe la bellezza come nuova forma di resistenza nel quotidiano e del quotidiano.

Quanto conta questa forma espressiva tra le giovani generazioni palestinesi?

Il corto permette ai giovani di spaziare tra diversi linguaggi (animazione, videoclip, video musicali, parodie…) che spesso vengono caricati immediatamente su You Tube in una libera fruizione: ad esempio Iyad Alasttal ogni venerdì posta un video sul canale Gaza stories: in questa edizione ha vinto quest’anno il premio come Miglior Documentario per The bus driver (women) raccontando la storia di Salwa, che guida un pulmino per portare i bimbi all’asilo in storia potente che tratteggia temi esistenziali complessi sull’autodeterminazione femminile come grimaldello per costruire un futuro migliore.

In che condizioni lavorano gli autori/autrici palestinesi? Possono contare su aiuti?

Recentemente si sta sviluppando il crowdfunding; ad esempio Bonboné  di Rakan Mayasi è stato finanziato in questo modo (ma anche grazie agli attori due strepitosi Saleh Bakri e Rana Alamuddin che hanno accettato di recitare senza compenso) e ora sta facendo incetta di premi nei festival di tutto il mondo da Mosca a Kustendorff,(nel villaggio di Drvengrad, costruito da Emir Kusturica come omaggio al cinema) ad Almeria. In altri casi come per Strange cities are familiar di Saeed Taji Farouky, vincitore di questa edizione, ci sono sovvenzioni dell’ AFAC (Arab Fund for Arts and Culture).

Che posto hanno le donne nella cinematografia araba e palestinese come autrici/registe?

Relativamente all’esperienza di Nazra, è un posto molto ampio ed articolato: sia tra le registe come Samira Badran (regista di Memory of the land, corto vincitore della seconda edizione per la categoria animazione),  Natalie Al-Jubeh, (vincitrice della sezione documentario per “The foreigner) o Darina J.Sallam regista di The Parrot dove la protagonista è Hend Sabry, attrice tunisina che nel 2013 è stata inserita tra le 100 donne arabe più influenti grazie anche al suo impegno umanitario. Ma c’è molta attenzione anche nelle tematiche: noi abbiamo un premio “Gender Look” che quest’anno è stato assegnato a Bloody Basil di Elia Ghorbiah.

Da dove nasce questa sua passione per il Medioriente?

Nasce dalla poesia: avevo appena letto una poesia di Darwish in italiano e mi è venuta l’esigenza e l’urgenza di sentirla, leggerla e gustarmela in lingua originale in omaggio alla celebrazione del  Mediterraneo di Bennis “non un luogo recintato da principi geografici o da un’idea che rinnega l’Altro, piuttosto un’idea aperta, dimora poetica in una realtà globalizzata che oggi dimentica le lingue e la poesia”.

Link all’articolo originale a cura di acpnet.org

 

 

NAZRA a Balerna

L’Associazione Culturale Popolare (ACP) di Balerna (Svizzera) in collaborazione con l’Associazione Svizzera Palestina aderiscono all’iniziativa di Nazra Palestine Short Film Festival che promuove la collaborazione tra le associazioni che condividono la visione del Festival favorendo la riflessione attraverso lo Sguardo proposto dai diversi registi.

L’appuntamento è per sabato 18 gennaio a partire dalle ore 18.00 presso la sala ACP di Balerna con la presenza di Monica Macchi.

Maggiori dettagli a questo link.

 

 

 

 

Due nuove tappe per NAZRA

Dopo la pausa natalizia, riprendono gli appuntamenti con NAZRA PSFF: il primo si terrà a Catania lunedì 13 gennaio alle 19.00,  il secondo a Brescia martedì 14 gennaio alle ore 20.30. Quello di Brescia sarà il primo di due appuntamenti, il secondo sarà poi a marzo.

Di seguito le locandine con maggiori info:
Catania 13 gennaio
Brescia 14 gennaio